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Giocare con i Lego al colloquio di lavoro: il metodo Lego®Serious Play®

Nel mio lavoro con i gruppi mi piace molto utilizzare metodologie attive e coinvolgenti, che incoraggino le persone a partecipare e mettersi in gioco. Lo faccio perché sono convinta che l’attività esperienziale sia di gran lunga più efficace rispetto alla modalità tradizionale, e poi perché è molto più stimolante anche per me!

Nel mio lavoro da recruiter, invece, fino ad ora sono rimasta più spesso negli schemi: normalmente parto dalla ricostruzione delle esperienze sulla base del cv, per poi passare a delle domande più esplorative, al fine di capire meglio chi c’è davanti a me, provando a tirare fuori aspetti meno visibili e caratteristiche personali (quando possibile, avvalendomi di test validati in grado di fornire un supporto concreto nel mettere in luce il potenziale delle persone già al primo colloquio).

Da oggi, so di avere un’opportunità in più: il metodo Lego Serious Play (LSP). Si tratta di una metodologia di facilitazione del pensiero e della comunicazione, sviluppata nei primi anni 2000 dalla divisione Education e IMD Business School di LEGO, che fa riferimento alle intuizioni delle neuroscienze sull’importanza della connessione mano-cervello. Il processo si basa sulla costruzione di modelli con i mattoncini LEGO, vere e proprie rappresentazioni delle metafore che consentono alle persone di esprimersi e dar forma ai pensieri e alle emozioni in maniera totalmente spontanea.

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Perché proprio Lego®Serious Play®?

Ho sempre utilizzato vari strumenti creativi (il disegno, lo storytelling attraverso oggetti, il role playing), ma molte persone non si sentono a proprio agio quando chiedi loro di far qualcosa di creativo, come ad esempio disegnare. Una pila di mattoncini LEGO è meno intimidatoria di un foglio di carta bianco o di un copione da interpretare: il coinvolgimento è assicurato, nessuno sente di dover essere particolarmente abile nella realizzazione del modello, piuttosto le persone si fidano delle proprie mani e si divertono a costruire.

Durante i colloqui di selezione (così come accade nella vita quotidiana) si incontrano persone estroverse, le cui caratteristiche risaltano immediatamente, e altre che invece avrebbero bisogno di più tempo per tirare fuori i propri punti di forza. Giocare con i LEGO durante un colloquio lascia emergere molto velocemente il vero potenziale delle persone, e di conseguenza arricchisce di elementi utili il processo che porta a scegliere un candidato invece di un altro. Così, le qualità più nascoste delle persone affiorano con chiarezza: creatività, capacità di problem solving, apertura, innovatività, leadership.

D’altro canto, come diceva Platone, “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione.”